Il BARONE dell’ALBA di Stefano Valente

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“…pochi istanti dopo un moro colossale – e per statura e per mole-, avvolto in un caffettano di un cupo azzurro, con un turbante bianco sul capo, sfilava nella galleria e ci superava (mentre Durcheinander si curvava fin quasi a sfiorare il suolo col naso cereo). i suoi grandi piedi, dentro babucce di sfolgorante pelle di rettile – tutte incrostate di gemme minuscole e petruzze brillantine -, stampavano sul marmo lustro un incedere tanto pesante quanto maestoso, rimarcato da luccicanze e barbagli…”

Chi è questo inquietante personaggio? Il giovine Francesco Antonio, barone di Santamaria di Caloria non sa che è solo all’inizio del suo avventuroso e pericoloso Gran Tour.
Già: era partito come tanti giovani dell’aristocrazia del XVII-XVIII secolo per il tradizionale viaggio in giro per il mondo (soprattutto per l’Italia) come iniziazione alla vita sociale e pubblica pronto all’avventura, sì, ma nei limiti dell’usuale.
Invece si ritrova catapultato in un carambolesco vorticare di eventi, circondato da personaggi enigmatici che mai sono quello che sembrano e da quadri che trasmettono emozioni e visioni, dove sogno e magia si mescolano nella vita reale.

Fin dalle prime intriganti righe del romanzo (o meglio, fin dalle note introduttive, fin dal prologo) si scivola piano piano in un’atmosfera antica, ottimamente ricostruita come linguaggio, come mentalità e come struttura.

Si scivola e si parte col barone all’inseguimento coatto di un piccolo quadro apparentemente innocente ma che scatena nell’animo sentimenti e immagini sconvolgenti. Siamo ballottati per mare e per terra, dalle onde del Mediterraneo alle sabbie del deserto egiziano, con misteriosi compagni di avventure che non sono mai quello che sembrano o che appaiono e si riscoprono “altro” via via che il racconto prosegue.

C’è una mescolanza suggestiva di realtà e finzione, sia di luoghi che di persone, di lingue e dialetti, di luci e ombre, di superstizioni e scienza,  che si sovrappongono e si intersecano intorno al filo della vita del giovane barone impegnato a destreggiarsi in ambiguità continue così caratteristiche del secolo “dei lumi”.

Un romanzo storico firmato Graphofeel edizioni che cattura e rapisce.

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